Qui, lì 06/05/09
è vero che ormai tutti consultate e vi interessate soltanto a quell'altro meraviglioso preferito che è personal report..
però la povera e vecchia moto bisogna salutarla ogni tanto.
cioè, proprio dimenticata così, io sono triste come lei!
ciao moto ttvb
Postato da SR @ 12:28:56
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Qui, lì 31/03/09
Era un po' che non scrivevo su queste pagine e anche ora non mi tratterrò a lungo.
Volevo giusto condividere con voi le parole di un certo
Mr. Zimmerman, Bob per gli amici.
Sono probabilmente un po' datate, anacronistiche e utopiche. E probabilmente io sono esattamente l'unico cui non pensereste mai, ascoltandole.
Ma d'altro canto, hanno un qualcosa che non si trova più molto in giro, o che, per lo meno, io trovo ogni giorno di meno dentro di me.
Ok, se ora scrivessi una frase ad effetto tipo, "hanno speranza" o qualche smanceria del genere, potrei anche finire col vomitarmi addosso. Quindi eviterò.
Però effettivamente questa canzone ha qualcosa e mi sento davvero in dovere di ringraziare Mr.Dylan per avercela regalata, anche se con più di quarantanni di ritardo ed un paio di generazioni passate.
Siamo nel 2009, i tempi sono già cambiati e le cose non stanno andando affatto bene, l'unica cosa che ci resta da fare è sperare che cambino ancora.
Bob Dylan - The Times They Are A-Changin'
Come gather 'round people
Wherever you roam
And admit that the waters
Around you have grown
And accept it that soon
You'll be drenched to the bone.
If your time to you
Is worth savin'
Then you better start swimmin'
Or you'll sink like a stone
For the times they are a-changin'.
Come writers and critics
Who prophesize with your pen
And keep your eyes wide
The chance won't come again
And don't speak too soon
For the wheel's still in spin
And there's no tellin' who
That it's namin'.
For the loser now
Will be later to win
For the times they are a-changin'.
Come senators, congressmen
Please heed the call
Don't stand in the doorway
Don't block up the hall
For he that gets hurt
Will be he who has stalled
There's a battle outside
And it is ragin'.
It'll soon shake your windows
And rattle your walls
For the times they are a-changin'.
Come mothers and fathers
Throughout the land
And don't criticize
What you can't understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin'.
Please get out of the new one
If you can't lend your hand
For the times they are a-changin'.
The line it is drawn
The curse it is cast
The slow one now
Will later be fast
As the present now
Will later be past
The order is
Rapidly fadin'.
And the first one now
Will later be last
For the times they are a-changin'.
Postato da AS @ 00:59:29
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Qui, lì 27/03/09
Quotidianamente sono sempre più preoccupato e diffidente riguardo questa squadra giallo-blu ed anche per questo motivo mi capita spesso di informarmi su cosa stanno covando lassù, nelle fiabesche foreste scandinave..
http://www.roulez-leko.com/
Postato da MM @ 11:11:17
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Qui, lì 28/02/09
Forse avrete già sentito parlare di questi signori..
Se visitate il loro sito , in basso a sinistra troverete una simpatica ragazza di nome Anna..
provate a fare una chiacchierata con lei..
Sarà contentissima di conoscervi!
Buon divertimento ;)
http://www.ikea.com/it/it/
Postato da MM @ 22:14:32
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Qui, lì 23/02/09
Senza l'aiuto di internet, indovinare di chi è e quale è il titolo della poesia. E' così bella e profonda che volevo condividerla con voi:
Forse bastava respirare
solo respirare un po’
Fino a riprendersi ogni battito e non cercare l’attimo
per andar via
Non andare via
Perché non può essere abitudine Dicembre senza te
Chi resta qui spera l’impossibile
Invece no
non c’è più tempo per spiegare
Per chiedere se ti avevo dato amore
Io sono qui…
E avrei da dire ancora, ancora...
Perché si spezzano tra i denti
le cose più importanti
Quelle parole
Che non osiamo mai
E faccio un tuffo nel dolore per farle risalire
Riportarle qui…
Una per una qui
Le senti tu…pesano e si posano per sempre su di noi
E se manchi tu
Io non so ripeterle
Io non riesco a dirle più!
Invece no
qui piovono i ricordi
Ed io farei di più di ammettere che è tardi
Come vorrei…
Potere parlare ancora, ancora
E invece no!
Non ho!
Più tempo per spiegare
Che avevo anch’io, io!
Qualcosa da sperare davanti a me
Qualcosa da finire insieme a te
Forse mi basta respirare
solo respirare un po’
Forse è tardi, forse invece no
Postato da EZ @ 23:43:52
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Qui, lì 18/02/09
Postato da EZ @ 16:34:47
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Qui, lì 14/02/09
Vi segnalo un nuovo fotoromanzo, sembra che siamo tornati di moda, dopo esser crollati negli '80...
a me hanno colpito molto le gesta di questo ragazzo, credo che ci possa insegnare molto.
Spero di riuscirne a trovare di nuovi... vi terrò aggiornati...
Sempre Vostro, sempre verde
MS
Postato da MS @ 18:20:00
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Qui, lì 29/01/09
http://www.youtube.com/watch?v=7pEjwMiswOo
Spero che i cinefili da biblioteca apprezzeranno Silvano Agosti che ha fatto più documentari che film, con un attenzione particolare all'uomo e alle dinamiche sociali..
p.s.: tralasciate immagini e musica, teribbili!!
Postato da EZ @ 17:44:51
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Qui, lì 19/01/09
Lascio lo studio con discorsi non del tutto ottimisti, si dice che non si vende più niente, che diminuiscono le liste di nozze, che il Macef è andato male e bisogna ormai puntare su qualcosa di diverso. Piove e sono in bici. La mia nuova bici regalata per Natale.
Nel tragitto decido di fermarmi qualche minuto in un negozi, uno di quelli molto frequentati sotto Natale per fare regali “diversi”, di quelli che “si sono messi a fare anche abbigliamento”,“si ma si vede che non sono italiani, proprio non è il nostro stile, preferisco la loro oggettistica”.
Compro, esco e corro verso la bici sotto la pioggia.
Mi chiamano “ragazzo” e borbottano qualcosa.
Qualcuno in carrozzina imbacuccato sotto cellofan e plastiche per la spesa, mi chiede di dargli una mano. Bene,una buona occasione per potersi sentire meglio la sera sul letto, sapendo di aver fatto la cosiddetta buona azione avendo sprecato solo 5 minuti della mia giornata.
“Aiutami a salire sull'ascensore, ma trova un'altra persona”.
Chiedo a due signori che passano. Non mi rispondono, forse hanno fretta
Si offre un quindicenne, giubbotto north sails e jeans infilati nelle timberland. Sì. siamo a Milano.
Questa persona ci indica la strada, e io e il ragazzo la seguiamo in silenzio.
Nel tragitto parla, dice qualcosa di veramente incomprensibile.
Dopo 500 metri sotto la pioggia, ci dice che siamo arrivati.
Ovvio, poteva trovarsi due aiutanti sotto casa e non 500 metri prima.
“Suonate Maranghini”
”Sono io, apri!”
Tutto buio. Entriamo e mi chiede di togliere la mantella che copre questa persona su tutto il corpo.
Solo ora capisco che è una donna, una signora, o almeno penso.
“Toglietemi i sacchetti legati alle maniglie qui dietro”
“NO NO, non quello di destra, prima quello di sinistra”
Il ragazzino è piuttosto intimidito, per non dire spaventato, quindi faccio tutto io.
“E tu cosa fai li in piedi, mica ti mangio, avanti toglimi i sacchetti sulle scarpe”
Il ragazzino si piega di scatto per slacciare i sacchetti dai piedi.
Dalle richieste della donna capisco che vuole liberare la carrozzina da una serie di buste che chissachì la aveva aiutata ad appendere.
Vuole alzarsi e riporre la carrozzina nel sottoscala, con un telo adibito apposta.
“Coprila bene...non cosi..e non tirare il telo di qui se no dall' altro lato cade”
Il suo atteggiamento è sempre più arrogante, e la cosa comincia ad innervosirmi.
“E' bagnato per terra?”
Rispondo di si.
“Allora prendi quel sacchetto e asciuga bene per terra”
Mi chino e lo faccio.
Non ci vedo un cazzo. niente.
“Adesso tutti e due venite qui e aiutatemi ad alzarmi”
“Non cosi..dovete prendermi meglio diamine, infilate il braccio più sotto”
La donna peserà 100 chili e puzza da far schifo. Trattengo il respiro per non vomitare mentre guardo la faccia del quindicenne sconvolto.
Muove in media un piede ogni 10 secondi. Ci mette 10 minuti per arrivare all'ascensore 2 metri piu in la, senza voler essere aiutata.
Si gira verso il ragazzino.”Tu puoi andare”.
Tocca a me salire con lei in ascensore e accompagnarla dentro casa.
E' passata circa mezzora e mi viene il dubbio se sia stato giusto o meno aiutarla, ma non ci penso.
Al secondo piano mi indica un portone dicendomi di suonare. Mi apre un uomo magrissimo con i baffi, in mutande e una bandiera polacca sullo sfondo.
Gli consegno la spesa ma lui se ne va lasciando spazio a una donna bionda in collant, sulla trentina e un forte accento dell'est.
“Cosa aspetti?dai qui a me..non vedi che lui è in mutande e non può uscire?”
Intanto la disabile entra in casa senza mai voltarsi.
“Grazie, buona settimana”.
“Prego signora, anche a lei”.
Postato da MM @ 20:08:39
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