Così perchè devo cominciare a fare pulizia in un appartamento in cui alcuni cumuletti qua e là di sudiciume sono "invecchiati", quasi come un buon rum riportato ad una delle vecchie taverne di Nantucket dai caldi litorali di un pigro porto antillano a bordo di una delle tante navi baleniere della flotta americana, come il "Pequod", che solcano i flutti dando la caccia al grande capodoglio.
Così, dicevo, perchè c'è da fare, mi permetto di segnalare e, nel comtempo di dar vita ad una piccola, possibile, nuova rubrica di questa moto, un interessante film, alla regia di Dino Risi, accanto alla, come al solito, notevole interpretazione di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman,
"In nome del popolo italiano".
Ora, prima di dire due, e proprio due, cose su questo film, si rende necessaria, penso, una piccola premessa su che cosa questa da me poco sopra citata nuova moto-rubrica debba contenere e presentare. A riguardo dirò semplicemente che non è nient'altro che un consiglio e uno spunto, nel caso si abbia del tempo, per leggere, scrivere, consigliare sè e gli altri. Nei modi e nelle forme più personali.
Dunque, dicevamo, il film presenta una acuta analisi premonitrice (è del 1971) di fatti che ricordano molto vicende di tempi recenti.
Il magistrato inquirente Mariano Bonifazi, Ugo Tognazzi, si trova ad "inquisire" un noto e potente industriale, magnate petrolchimico e costruttore, Lorenzo Santenocito, Vittorio Gassman, inciampando con le indagini in una storia inquinata da soldi, rifiuti e potere.
Tra la spinta del perseguire un ideale e uno stato di diritto, protetti in nome di tutto il popolo italiano, e la frustrante consapevolazza di farlo in fondo per una società corrotta, vigliacca, "che fa schifo", lo scontro del "proletario" Bonifazi con il "patrizio" Santenocito si dipana in due ore di intensa riflessione sulla condizione di uno Stato, piuttosto traballante.
Detto questo, ecco la locandina e qualche riferimento bibliografico. Buona, eventuale, visione.
