Qui, lì 30/08/08

IL FUTURO VA IN BICI

Scusate,so che da un po di tempo vi assillo con questa maledetta RUOTAFISSA, ma credo che leggere questo articolo faccia bene a tutti .
pedalate amici!

http://www.movimentofisso.it/il-futuro-va-in-bici.pdf

...e per saperne di più:


http://www.movimentofisso.it/bici.aspx


Qui, lì 25/08/08

[Something About...] In nome del popolo italiano, di Dino Risi, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman 1971, Italia.

Così perchè devo cominciare a fare pulizia in un appartamento in cui alcuni cumuletti qua e là di sudiciume sono "invecchiati", quasi come un buon rum riportato ad una delle vecchie taverne di Nantucket dai caldi litorali di un pigro porto antillano a bordo di una delle tante navi baleniere della flotta americana, come il "Pequod", che solcano i flutti dando la caccia al grande capodoglio.

Così, dicevo, perchè c'è da fare, mi permetto di segnalare e, nel comtempo di dar vita ad una piccola, possibile, nuova rubrica di questa moto, un interessante film, alla regia di Dino Risi, accanto alla, come al solito, notevole interpretazione di Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman, "In nome del popolo italiano".

Ora, prima di dire due, e proprio due, cose su questo film, si rende necessaria, penso, una piccola premessa su che cosa questa da me poco sopra citata nuova moto-rubrica debba contenere e presentare. A riguardo dirò semplicemente che non è nient'altro che un consiglio e uno spunto, nel caso si abbia del tempo, per leggere, scrivere, consigliare sè e gli altri. Nei modi e nelle forme più personali.

Dunque, dicevamo, il film presenta una acuta analisi premonitrice (è del 1971) di fatti che ricordano molto vicende di tempi recenti.
Il magistrato inquirente Mariano Bonifazi, Ugo Tognazzi, si trova ad "inquisire" un noto e potente industriale, magnate petrolchimico e costruttore, Lorenzo Santenocito, Vittorio Gassman, inciampando con le indagini in una storia inquinata da soldi, rifiuti e potere.
Tra la spinta del perseguire un ideale e uno stato di diritto, protetti in nome di tutto il popolo italiano, e la frustrante consapevolazza di farlo in fondo per una società corrotta, vigliacca, "che fa schifo", lo scontro del "proletario" Bonifazi con il "patrizio" Santenocito si dipana in due ore di intensa riflessione sulla condizione di uno Stato, piuttosto traballante.

Detto questo, ecco la locandina e qualche riferimento bibliografico. Buona, eventuale, visione.


In nome del popolo italiano, di Dino Risi, con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman.




Qui, lì 24/08/08

Fastidio/2

Quando organizzi qualcosa per una serata e la gente disapprova senza neanche partecipare.


Qui, lì 17/08/08

PREMIO FALO'

Quest'anno ,per il primo anno viene assegnato il premio per il migliore partecipante del falò: la vincitrice è claudia (la mia amica di civitanova )che si è risvegliata questa mattina in spiaggia in centro (non si sa perchè li e non in spiaggia libera) attorniata dalle allegre famiglie che vanno al mare la domenica .Dopodichè se ne è tornata in macchina a casa per andare al lavoro .WINNER


Qui, lì 03/08/08

classifica

ecco a voi la classifica di categorie di persone più cattive del mondo stilata alle 2 :30 fuori dal menga: 1 bagnini, 2 industriali, 3 nazisti


Qui, lì 03/08/08

Seconda classe

L'insostenibile spiacevolezza del sentire che c'è sempre qualcuno che conta di più, continuando ad avere l'orgoglio di non degradarsi ad implorare.


Qui, lì 31/07/08

per chi tifava per me l'altra sera...

premessa: ai pesci, seppur vertebrati, manca la corteccia cerebrale.

Gli stimoli algogeni (dolorifici, nocicettivi) sono percepiti come tali a livello della corteccia cerebrale, dopo essere stati elaborati. Come tutti gli stimoli, anche quelli "dolorifici" passano prima il midollo spinale o l'equivalente nucleo discendente del V paio di nervi cranici per il capo, quindi il talamo, dove vengono integrati e smistati.

Una parte, la principale, giunge alla corteccia somatoestesica primaria e crea la base della sensazione.
Un'altra parte si porta nel sistema limbico, dove la sensazione, confrontata con i ricordi (inconsci), influisce sul comportamento e sull'umore.
Infine questa via si interfaccia con la corteccia prefrontale, e la sensazione dolore assume sfumature comportamentali legate alla personalità.
In un approccio generale a questo contesto si possono riconoscere nel cervello due strutture fondamentali, entrambe coinvolte nella sensazione del dolore.
La corteccia cerebrale: neocortex
Il sistema limbico
La corteccia cerebrale gestisce gli eventi coscienti e cioè:

i processi cognitivi
le attività pianificate
i movimenti intenzionali

I segnali algogeni (come tutti i segnali sensoriali) raggiungono la corteccia tramite il talamo. Dai nuclei Ventro Postero Laterali talamici le informazioni vanno alla corteccia somestesica primaria (area presilviana), dove seguono le integrazioni della sensibilità generale. La percezione cosciente del dolore ha luogo quindi unicamente nella corteccia cerebrale: al 'dolore puro' della corteccia somestetica primaria vengono aggiunte le sfumature emotive da parte della corteccia cerebrale prefrontale.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Fisiologia_del_dolore

risultato a tavolino:

SF 1 - professori dell'università di Urbino 0

Ma se il pesce sentisse dolore scapperebbe nella direzione opposta alla trazione della lenza?


Qui, lì 27/07/08

Fastidio

Quando una panca è troppo pesante da spostare, ché tanto siamo già seduti.
Anzi no erano due, vero.


Qui, lì 26/07/08

Funziona così

C'è un ideale.
Pochi lottano per quell'ideale.
Si raggiunge un punto di successo in cui quell'ideale è condiviso.
L'ideale si compromette.
La gente diventa disillusa e torna al vecchio metodo.
E alla fine solo quello che è nato con il palese intento del tornaconto sopravvive.


Qui, lì 14/07/08

zum zum zum (sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa)

mettiamo per caso ieri.
stai guardando la televisione con le gambe incrociate, e per qualche motivo tutto perde improvvisamente di soddisfazione.

di colpo senti che c'è qualcosa che non riuscirai mai a raggiungere; ma la cosa terribile non è questa, la cosa terribile è che non capisci cosa stai cercando di raggiungere.

fissi il telecomando appoggiato sul bracciolo e lo detesti, la sensazione di inutilità di ogni singolo oggetto ti fa male. pensi ai giocattoli di quando eri bambino e inizi ad agitarti. le immagini in televisione ti deprimono, l'impulso di spegnerla è sotto la tua pelle ma non lo fai comunque, perché senti che anche quello sarebbe inutile.

perché ogni volta che ti muovi per cercare un appoggio crei solo vuoti attorno a te.

ma di solito non dura molto. così com'è venuto, se ne va. spesso sono le persone, altre persone, a toglierti quella colla di dosso.



Allora, cari motorini1, quello che avete letto finora è quasi tutto il testo di un post che avevo scritto e pubblicato circa tre ore fa, ma che poi ho deciso di eliminare e ripubblicare in una seconda versione (esatto, questa).
Oltre a qualche modifica qua e là, la differenza sostanziale con la prima versione è la mancanza di quello che prima era l’ultimo capoverso, cioè la chiusa del post: un paio di righe a effetto che, francamente, facevano davvero schifo.2
Mi sono accorto solo dopo che non le sentivo mie, ma sul momento mi erano sembrate abbastanza belle e sensate per chiudere il post. Cioè: bella cazzata.
Ho quindi eliminato il post, cancellato quelle due righe e ragionato su qual era il giusto modo di concludere quel pezzo scritto tutto così che c’è sopra. Perseverando con gli errori, mi ero convinto di volergli dare una forma circolare, facendolo in qualche modo finire come era iniziato, o con un’altra di quelle robe lì che si fanno spesso quando non si hanno idee.
Ma ogni volta che provavo a scrivere quelle due righe mi fermavo a leggere quella che è attualmente l’ultima frase, cioè quella sulle persone. E siccome sono anche le quattro e mezza di notte ci ho dovuto mettere il mio tempo per capire che era quella la cosa che mi interessava davvero, la cosa più vera.
Il post è nato per provare a suggerire uno stato d’animo, l’insoddisfazione immotivata, e sulla sua strada ha incontrato le persone e si è incagliato. Non riuscivo a scrivere la fine perché quella era già la fine: questa cosa delle persone che ti tolgono dalla colla è tanto ovvia quanto tosta, e quindi questo post va chiuso con le persone. Perché le persone ci salvano. Anzi, perché noi non esistiamo. Noi siamo fatti di altre persone.



1 abitanti della moto
2 non sprecate tempo, non ve le dirò mai