April 30th
Ho deciso che questa potrebbe essere un'iniziativa interessante.
Il fotolog tratterà solamente fotografie scattate dentro il Mengaroni inviatemi da qualsiasi persona.
Le foto non saranno selezionate e chiunque voglia far parte del "progetto" potrà spedirmi le sue foto all'indirizzo mail indicato sul fotolog.
Spero che l'idea si sviluppi nel migliore dei modi.
Mi affido anche alla vostra collaborazione.
Ecco l'indirizzo del fotolog: http://www.fotolog.com/lamarock/
Saluti
April 19th
La radio ci possiede.
Puoi ascoltare radio la mattina in accensione programmata in modo tale che ti possa svegliare per andare in ufficio,puoi ascoltare radio mentre ti fai la barba, mentre ti fai la doccia,mentre fai colazione.
La radio è li con te anche quando entri in macchina, è con te già quando esci dal garage.
E’ lì ; Sempre imperterrita quando sei bloccato sulla circonvallazione la mattina alle 7:30 in mezzo al traffico, quando ti incazzi perché sei fermo sulla strada in mezzo alla puzza di asfalto e di fumo.
Chiunque ascolta la radio.
Anche se non vuoi, lei è lì.
Non importa il fatto che tu la critichi continuamente dicendo che passa solo merda, come tu la chiami, sta di fatto che continua sempre più, giorno per giorno, a far parte della tua vita anche quando passi ore in macchina senza accorgerti che dall’altra parte c’è qualcuno che sta parlando con te.
Ma questo non ti interessa. L’importante è restare fermi in mezzo al traffico e potersi incazzare in pace col mondo.
Arrivi in ufficio e ti siedi pronto per iniziare la giornata.
Gli “spazi aperti” che ormai dominano ogni tipo di ufficio, ti regalano una rilassante privacy grazie a due paraventi alti meno di un metro, montati ai lati della tua scrivania e che non ti permettono di vedere né di litigare con il tuo collega di lavoro.
E così, per concentrarti meglio, dopo aver chiesto il consenso al capo, ti infili le tue solite cuffie.
Ed ecco la radio.Ancora la radio.
La stessa radio che stai ascoltando tu, laureato in economia con 110 e lode e due master alle spalle, è la stessa che stanno ascoltando tutti.
La radio accompagna te, un camionista in viaggio, un muratore, un operaio, un artigiano, una puttana, un barista, un paramedico, un tassista e anche qualcuno che sta scopando in macchina con la radio accesa per sbaglio.
Ma chi sta dietro la radio continua a parlare e forse ignora chi ci sia dall'altra parte.
Ogni tanto non hai voglia di concentrarti, altre ti dimentichi addirittura che qualcuno stia parlando e diventa tutto rumore di sottofondo che comunque ti piace e ti culla in quello che stai facendo.
E la sera non cambia niente.
La ascolti quando sei in macchina e stai andando al tuo bar, la ascolti quando torni a casa e magari la ascolti anche prima di addormentarti.
Anzi no, prima di addormentarti sarebbe esagerato, quindi decidi di accendere la televisione.
Ma ormai è tardi.
La lasci accesa, magari con il timer, giusto per farti prendere sonno più velocemente.
E così prima di concludere la giornata, puoi finalmente “scoprire” chi è stato nominato questa sera.
Non mi venite a dire: “Io non ascolto mai la radio, in macchina uso i Cd”
Beh..provate anche ad ascoltare la radio ogni tanto poi fatemi sapere ;)
April 14th
A livello musicale interesserà sicuramente più a me che a molti altri quì dentro ma voglio comunque segnalare questa all-star band formata da Mario Riso [batterista dei Movida e capoccia di Rock TV (con il quale ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, ihih..)], un progetto umanitario a favore dell'associazione AMREF per la costruzione di pozzi in Africa al quale hanno partecipato tantissime personalità del rock, punk, metal e hih-hop italiano.
Cito tra alcuno degli artisti: Movida, PFM, Timoria, Shandon, Lacuna Coil, Bluvertigo, Le Vibrazioni, Linea 77 (e credetemi, ce ne sono tanti altri).
Per chi volesse più informazioni suggerisco di dare un'occhiata al sito http://www.rezophonic.com
L'unico pezzo che ho sentito mi ha garbato parecchio.
April 13th
Sneocdo uno sdtiuo dlel'Untisverià di Cadmbrige, non irmptoa cmoe
snoo sctrite le plaroe, tutte le letetre posnsoo esesre al
pstoo sbgalaito, è ipmtortane sloo che la prmia e l'umltia
letrtea saino al ptoso gtsiuo, il rteso non ctona. Il cerlvelo è comquune
semrpe in gdrao di decraifre tttuo qtueso coas, pcheré non lgege ongi
silngoa ltetrea, ma lgege la palroa nel suo insmiee... vstio?
April 12th
Comunque tornando a noi.
Oserei dire che la cena di sabato sera è stata memorabile.
Spero ci siano altre occasioni come quella.
Anzi..spero di poterne organizzare un'altra sotto Pasqua se voi siete d'accordo.
Saluti
April 11th
Giudicatemi insensibile, cinica, fredda o chessòaltro, però io non mi sento molto triste, nè molto arrabbiata, nè troppo amareggiata, nè svuotata, nè a pezzi. Non ce la faccio, è più forte di me, me lo dico: dovresti essere delusa, sentirti irrealizzata, ma non riesco. Sono convinta che ogni persona "raccolga quello che semina", la mia vita non è l'Italia, nè con la I maiuscola che secondo me non è mai esistita, nè senza; la mia vita sono io, sono le persone di cui mi circondo. E' da un po' che non credo negli altri, non riesco a credere e a fidarmi completamente di quelli che scelgo io, voi, che giudico i migliori, come potrei minimamente credere nella folla? Sono abituata ad essere disillusa, a non cercare per forza un atteggiamento che posso condividere. Io sono fatta di me, non degli altri. Li tollero, la maggior parte; alcuni mi fanno schifo; ma esistono e ne prendo atto, non mi cruccio per loro. Sono menefreghista? Forse.
Vorrei che tutti lo fossero, vorrei non vedere le nostre madri quasi piangenti per colpa di qualcuno per me irrilevante, vorrei non vedere Lucco, e Andri, e gli altri, forse, svuotati. Questo mi fa male e mi fa arrabbiare, perchè voi siete con me, non siete gli altri. Mi fa letteralmente incazzare che per colpa di 80 incivili Cate debba rinunciare ad esprimere il proprio voto. Non voglio più mettermi in gioco con coloro che non se lo meritano, e, se per caso ho pensato di stare esagerando, da ieri ne sono sempre più convinta.
A me nessuno ha mai detto: ecco questi sono italiani, sono i tuoi compatrioti, saranno tuoi amici; anche perchè io, italiana, non mi ci sento più di tanto, mi sento una cittadina del mondo, più che dell'Italia. Forse perchè ho un papà disilluso e forse anche perchè il mio soffitto è diverso, non c'è.
In quanto il risultato della vittoria è passato, pensate, in secondo piano nella mia testa di povero coglione.
In quanto ho smesso di credere che qualche cosa da solo posso realizzare.
In quanto mi accorgo di trovarmi in un paese di: ignoranti, illusi e delusi (metà e metà), ipocriti e vagabondi, terroristi dell'intelletto, spocchiosi credenti, falsi intellettuali e persone terrorrizzate.
In quanto oggi non ha vinto nessuno, bensì han perso tutti.
È sempre questo il modo in cui reagisco quando mi sento svuotato, irrealizzato, deluso e a pezzi. Perdo la voglia di lottare; probabilmente mi ritornerà, spero vivamente in un futuro prossimo di potermi ricredere ma ora come ora, credetemi, è stata la cosa peggiore che mi potevano fare.
Questa sera, che sera ormai non è più da tempo, vista l'ora, ho deciso di scrivere qualcosa anch'io.
Certo, è difficile riuscire a trovare parole per descrivere in modo corretto e civile quel che in questo momento penso e provo per quella che, ripetutamente, forse troppe volte, mi sono sentito dire essere la mia patria, il mio paese, la mia terra, il luogo che "resta sempre nel cuore, perchè non c'è altro posto come casa tua".
E' difficile anche riuscire a scrivere qualcosa su quelli che dovrebbero (qualcuno mi darebbe del cretino sostenendo che sarebbe corretto io dicessi "sono" ma non credo ascolterò tali "consigli") essere i miei concittadini, i miei compatrioti, quelli che un tempo avrei chiamato "compagni di sventure", quelli che pensavo fossero "poveri cristi" come me, caduti nella trappola di un famoso detto sulla natura umana nell'errare, quelli che ora, non posso far altro che mandare a fare in culo.
Probabilmente, se quel che scrivo venisse letto da qualche Italiano Vero, di quelli con la I maiuscola, uno di quelli che in questo momento dovrebbe forse sentirsi offesi dalle mie ultime parole, in questo momento sarei già stato bollato come "il solito comunista cazzone che non rispetta il proprio paese, che non sa proprio niente, è solo un ipocrita che segue le mode, tifa Che Guevara e poi però non disprezza i soldi e guarda la tv".
Ma questo credo sia la minore delle mie preoccupazioni. Mi sento abbastanza a posto con la coscienza (e soprattutto con la mia coerenza).
Lo scrivo solo per dire (nel caso si verificasse la situazione di cui sopra e chi mi stesse leggendo in questo momento pensasse qualcosa di quel che ho scritto) che non me ne può fregar di meno.
Non ho tempo di pensare alle loro stupide cose. Devo riuscire in qualche modo a liberarmi della rabbia e della amarezza che mi pervadono.
Amarezza per un paese che ormai, per dirla in maniera un po' poetica, procede a lunghi passi sul viale del tramonto, che però è un percorso che termina in un crepaccio buio e nero come la notte.
Un'amarezza frammezza a soddisfazione. Non per essere cinici, ma ritrovarsi dopo svariati mesi in cui hai sostenuto che ormai l'italia non ha più speranza e gli italiani sono solo dei cretini, sentendo chiunque dirti che esageri, che non è vero, che devi amare il tuo paese, insomma, ritrovarsi ad avere ragione è proprio una bella sensazione in fondo.
Questo però non mi basta per andare avanti. Non mi basta pensare "tanto emigrerò". Non mi basta perchè non è quello che voglio. Non mi basta perchè in fondo questo è il mio mondo. Non mi basta per accettare gli occhi gonfi di lacrime trattenute di mia madre. Per la rabbia di Lorenzo. Per la gioia di qualcuno. Non mi basta perchè in fondo vorrei amare questo paese. Ma non posso.
L'unica cosa che posso fare ora è odiarlo e con lui odiare i suoi abitanti, stupidi asini, persone che da tempo stanno stringendo intorno al proprio collo un pesante cappio e proprio ora si accingono a far ribaltare lo sgabello.
Stento ancora a credere che tutto questo stia succendendo.
Che possa esistere un paese così. Delle persone così.
Ma evidentemente ogni minuto che passa lo conferma e rende tangibile il mio terrore.
Che ormai mi sta dilaniando e mi spinge a sperare in una soluzione a tutto ciò (anche se sarebbe meglio dire mi costringe). A sperare che non sia tutto finito. Che ci sia qualche speranza per i giorni a venire.
Ma com'è possibile sperare ancora in questo? Come si può coprire talmente tanto i propri occhi, le proprie orecchie, il proprio cervello, da riuscire ad ignorare ed ingoiare quel che sta succendendo.
L'unica cosa sensata che io possa fare in questo momento è addormentarmi e dormire.
Magari domattina mi sveglierò guardando un soffitto differente.
Spero i muratori lavorino stanotte.
Non ho votato cazzo. Facendo di tutto per farlo. Io e altre 17 persone. La federazione italiana di rugby femminile, che sposta le partite se coincidono con le date delle 6 nazioni, ha deciso di non spostare la partita del 9 aprile. Non sarebbe stato un problema per la maggiorparte delle trasferte.. ma non per quella che riguardava cagliari-pesaro, forse. Ovviamente da gennaio ci siamo mosse per rinviare la partita, cosa che avevamo fatto. Ma mercoledì arriva una telefonata da cagliari: la partita si può fare solo il 9. Ma L'8? No, assolutamente. Quindi con mille peripezie e ore di viaggio arriviamo a cagliari, passiamo solo 4 ore non-in-viaggio, e si riparte. Alle 6 traghetto. Un'ora di ritardo per volere della questura. Perchè? Aspettiamo. Arrivano 30 macchine, camioncini, gip tra polizia e carabinieri. Escono una ventina di poliziotti antisommossa con casco, scuso e sfollagente. Due minuti dopo un tram con 80 tifosi del palermo. Scendono fanno un po' di scene, salgono sul traghetto, urlano a quelli di cagliari dal ponte, lanciano forchette. E sul traghetto di poliziotti neanche l'ombra. Ristorante self-service e bar saccheggiati, bagni distrutti, scritte ovunque, si fuma dentro e si fa irruzione per dire stronzate all'interfono. Arrivo del traghetto che doveva essere alle 8 (per l'agenzia) previsto per le 11. Proviamo a cercare qualcuno del personale per avere spiegazioni.. vaghiamo un po' sentendoci dire dietro di tutto e non troviamo nessuno. Per ore. Bar, ristorante tutto chiuso. Piatti, lattine, bottiglie sparse per tutta la nave. Ci rinchiudiamo nelle cabine. Mattina. 10 poliziotti vigilano offrendo caffè ai tifosi che pretendono di avere la colazione gratis. Alla fine sbarchiamo alle 12.30 e i tifosi hanno ancora voglia di discutere e bloccano le macchine in uscita.
In tutto ciò c'è qualcosa che non torna. Lo so che quello che è successo è una cosa usuale, ma io non ci sto. Non mi va che i tifosi si comportino da incivili, non mi va che siano più tutelati di me, non mi va che siano un problema che l'italia cerca di risolvere passando una patata bollente con la speranza che non scoppi, non mi va che qualcuno mi impedisca di fare qualcosa, non mi va di essere vittima delle stronzate dell'italia e non poter nemmeno dire la mia. Io volevo votare e non perdonerò mai chi non lo ha reso possibile. L'italia mi fa schifo. Gli italiani anche.
April 7th
I vetri cominciano ad appannarsi.
Davanti a me un signore sulla quarantina sta leggendo uno dei principali quotidiani della sua città.
Ha le gambe accavallate e il piede che si muove piuttosto nervosamente, quasi se stesse provando a tenere il tempo del pianto di una bambina che piange seduta alla sua sinistra.
Comincio a sentire un forte odore che inizia a perforarmi le narici ma non capisco bene da dove provenga.
Sono confuso, la mia vista comincia ad annebbiarsi.
Si spengono tutte le luci e proprio allora tutti cominciano ad urlare e a piangere.
Una signora giace per terra, vicino all’angolo appiccicoso di coca cola rovesciata qualche ora prima da chissachì.
Ho paura ma cerco di non perdere la calma.
Non si vede veramente un cazzo, se non le zone illuminate dalle luci di emergenza sotto il tunnel.
Mi sembra di sentire in lontananza la voce di un uomo, piuttosto rassicurante, ma le urla dei passeggeri non mi consentono di capire cosa stia veramente dicendo questa voce.
Una ragazza con un libro in mano piange talmente forte che sembra quasi si stia per strozzare a causa del suo pianto che diventa sempre più isterico.
Una voce sembra riesca a prevalere su tutte;è quella di non so chi, ma intuisco provenga dall’altoparlante installato sulla lamiera.
Ecco come mi immagino il tutto.
BOOOM!Tutti morti.
Una ragazza scozzese un po' hippie e un po’ insoddisfatta del sistema discografico ha comprato una webcam e ogni settimana trasmette dal suo sito, attraverso webcast, i suoi "e-live" suonando con la band davanti alla telecamera. Cominciando per gioco, e continuando con discreta costanza, ora viene ascoltata da oltre centomila persone che fanno pure la fila per assisstere fisicamente ai "concerti" nella sua sala prove (che contiene al massimo dieci persone quindi occorre prenotare con molto anticipo!).
Oggi le case discografiche si litigano i diritti sulle sue canzoni.
Al di là delle infinite possilità di questo insolito - per gli scettici di internet impossibile - modo di diffondere la propria musica, continuo ad annotare fatti che, prima o poi, mi consentiranno di smentire tutti coloro che considerano internet come una macchina malvagia e deformante. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
April 1st
Comunico con tanta amarezza nel cuore che questa moto a cui ho cercato di dare una spinta, di riparare, di cambiare olio, di riparare; questa moto a cui ho dedicato un pò di me stesso, io l'abbandono. Sono alquanto demotivato, causa fatto che sia uno dei pochissimi a scrivere, dal fatto che pochissime persone esterne leggono quello che i due-tre bloggers si impegnano a postare regolarmente, quindi, ho deciso: dò forfait a tutto ciò.
Non prendetela come un'offesa o come una punizione, mi spiacerebbe farvi credere che è così, ma semplicemente non ho più voglia di dedicarmi ad una cosa che tanto ho cercato di spronare e che si è ormai trasformata, a mia opinione, in uno spreco di tempo. Quindi, amici miei, ci vediamo.
Lorenzo
(a posteriori scrivo: PESCE D'APRILE [che ha funzionato poco])