Archive for May, 2006

May 29th

Ai Mondiali i naziskin tiferanno Iran

BERLINO - L'Iran di Mahmoud Ahmadinejad avra' dei tifosi in piu' ai Mondiali tedeschi.I naziskin hanno infatti fatto sapere di voler tifare per la formazione iraniana e vogliono recarsi in massa, il 21 giugno a Lipsia, per il confronto con l'Angola. I naziskin hanno deciso di schierarsi, dopo le parole del presidente iraniano che HA NEGATO A PIU RIPRESE L'ESISTENZA DELL'OLOCAUSTO E DI ISRAELE. La notizia arriva dal settimanale tedesco Der Spiegel. Il presidente del sindacato di polizia tedesco, Konrad Freiberg, intervistato dalla rivista, ha manifestato ''profonda inquietudine'' per quanto scritto da Der Spiegel, anticipando che potrebbero esserci grossi problemi di ordine pubblico.
(Agr)
May 26th

"Questa sarà la nostra vita"....

Può succedere fra poco anche a Milano. Il signor Mario Brambilla passa davanti al cartellone pubblicitario di un film; ovviamente, gli scappa l’occhio su Sharon Stone, che sul cartellone appare non proprio vestita. Il cartellone, che è infarcito di microscopici sensori elettronici, “coglie l’occhiata”. Automaticamente, si collega al cellulare in tasca al signor Brambilla e manda un sms: con indirizzo e orari della sala più vicina dove quel film è in programmazione. Con l’offerta di prenotare una poltrona per il prossimo spettacolo; basta inviare un sms a un dato numero.
Il signor Brambilla, tentato, esegue. Altro sms: c’è un ristorante vicino al cinema, vuol prenotare per il dopo-spettacolo?
Poco dopo, lo stesso cartellone “riconosce” la signora Lucia Rossi, che sta passando sul marciapiede, sempre grazie al telefonino che la signora ha in borsetta. Pescando in un enorme archivio elettronico, il cartellone scopre istantaneamente che la signora Rossi ha 42 anni ed è insegnante d’inglese. Perciò le manda un sms che offre la visione del film in lingua originale. Alla proposta è collegata una “promozione”: una crema antirughe, guarda caso, per quarantenni. Se la signora Rossi compra (con sms dal cellulare) un biglietto per il film, riceverà (via sms) un buono sconto per un vasetto di crema.
Non è fantascienza. È uno degli esperimenti che l’industria pubblicitaria sta già eseguendo in vari Paesi del mondo, per bombardarci di annunci e consigli per gli acquisti “su misura”. In Giappone, una campagna invita i passanti a fotografare col loro telefonino (munito ovviamente di videocamera) certi cartelloni pubblicitari, in cui sono stampati dei codici a barre. Chi lo fa, da quel momento è “catturato” per sempre: sullo schermo del suo cellulare appariranno a ripetizione... ...immagini e slogan che lodano un infinito numero di prodotti, inviti a partecipare a concorsi, proposte d’acquisto, voli last-minute e offerte speciali. C’è una strada di Tokio in cui chi passa si trova di colpo circondato - miracolo di proiettori elettronici e della foto al laser - da farfalle luminose che svolazzano insieme al marchio Kanebo (una ditta di cosmetici); farfalle e marchio si muovono secondo i movimenti delle braccia del passante; telecamere nascoste ne riprendono le reazioni. La Lm3Labs, una società fondata da scienziati del Cnrs (il Consiglio nazionale delle scienze francese) sta perfezionando un software di trattamento d’immagini per identificare ogni persona che si ferma, anche per un istante, a guardare una pubblicità: il cartellone, che è un pannello interattivo, “riconosce” la persona dal segnale emesso dal suo cellulare (anche spento), o dal chip elettronico delle carte di credito che porta nel portafoglio, e immediatamente sa cosa quella persona ha acquistato con le sue carte di credito, e dunque quali sono i suoi gusti e preferenze. Un’altra ditta francese, l’Inria, sta mettendo a punto programmi grazie a cui le pubblicità sulle fiancate degli autobus possono “dialogare” coi telefonini dei passanti e dei passeggeri.
Già oggi in Croazia basta salire sull’autobus e il prezzo del biglietto ti viene detratto automaticamente dalla carica del tuo telefonino. A San Francisco, Google (la ditta del motore di ricerca più usato nel mondo) offre a tutti il collegamento gratuito senza fili (Wi-Fi) a Internet, sicché Internet si potrà consultare sul telefonino. Ma in cambio, bisogna accettare di essere seguiti elettronicamente in tempo reale 24 ore su 24, e bombardati da messaggi pubblicitari mirati in base al luogo in cui l’utente (o la vittima) si trova.
Tutto ciò sarà normale tra una decina d’anni. La pubblicità non si limiterà ad apparire in tv o sui giornali, in attesa passiva che la guardiamo; ci inseguirà ad ogni passo. Il mezzo con cui potrà perseguitarci, come s’è visto, sono i nostri stessi cellulari, che inviano un segnale (anche se spenti) e rivelano chi siamo e dove ci troviamo. Ma presto la pubblicità “attiva” e “interattiva” potrà “interrogare” i chips delle nostre carte di credito, della tessera sanitaria e delle future carte d’identità elettroniche. Questi documenti, a nostra insaputa, riveleranno tutto di noi: età, reddito, misura del nostro conto bancario, abitudini e malattie, consumi ed acquisti preferiti, tipo e marca dell’auto che possediamo. Supercomputers lontani migliaia di chilometri, probabilmente all’estero e collegati per Internet senza fili, immagazzineranno tutti i nostri dati personali, li elaboreranno in modo da delineare il nostro profilo psicologico individuale. A disposizione delle agenzie pubblicitarie.
“Il nostro scopo è arrivare a impregnare un cervello di pubblicità mirata, senza che se ne renda conto”, ha ammesso a Le Monde Olivier Oullier, ricercatore del Cnrs francese, ma che lavora anche per la Atlantic University della Florida. E si lancia ad immaginare di poter “ricostruire l’immagine a tre dimensioni del cervello” di ogni ignaro consumatore, usando la risonanza magnetica, una tecnica d’indagine diagnostica che può essere usata a scopi commerciali. “Non dico che potremo leggere nella mente della gente, ma vogliamo arrivare a prevedere le loro reazioni”. Le nostre reazioni, gusti e vizietti segreti di consumatori. Ma anche di cittadini: che libri compriamo. O che giornali leggiamo. E alla fine, si può indovinare per chi votiamo.
Insomma, è arrivato il Grande Fratello. Non la stupida trasmissione tv, ma il dittatore totale che George Orwell descrisse nel suo tremendo romanzo fantascientifico e utopico (o distopico) “1984”, dove immaginò un Fuhrer socialista, appunto il Grande Fratello, capace di osservare ogni suddito della dittatura attraverso lo schermo della tv, che doveva restare obbligatoriamente accesa per tutte le 24 ore.
Tutto questo sta avvenendo in segreto. Perché, ovviamente, le nuove tecniche della pubblicità (“neuromarketing”, le chiamano) comportano la massiccia violazione della “privacy”. Negli Stati Uniti è nata un’associazione volontaria di autodifesa dei consumatori, chiamata Commercial Alert, che si prepara a combattere il neuromarketing a forza di azioni legali. Un’altra associazione chiamata Caspian (Consumers against Privacy Invasion and Numbering) sta facendo già causa alla Levi Strauss. La celebre fabbrica di blue jeans ha infatti sostituito sui propri capi le vecchie targhette col prezzo e i codici a barre, con targhette “attive” Rfid, che via radio segnalano automaticamente al magazzino ogni vendita. Ma possono anche collegare il pantalone venduto con la carta di credito del compratore. Questo “incrocio dei dati” apre possibilità infinite di intrusione nella vita privata di ciascuno.
Ma intanto, già migliaia di altri americani entusiasti di questo discutibile progresso, si sono fatti impiantare sotto-pelle un microchip che segnala via radio l’identità del portatore (e tutti i suoi dati personali) ad appositi apparecchi riceventi, che possono essere le porte elettroniche dei grandi magazzini e degli aeroporti, ma anche di ministeri ed altri enti. Sostituisce la carta d’identità e in futuro le carte di credito, dicono gli entusiasti.
Ma diversi gruppi evangelici protestanti vedono in questa innovazione un complotto del potere. Anzi peggio: l’avverarsi del Regno dell’Anticristo, profetizzato nell’Apocalisse. Dove si parla del “marchio della Bestia”, imposto dall’Anticristo “sulla mano e sulla fronte di ciascuno”: il famoso “666”. Senza cui, dice l’Apocalisse, “nessuno può vendere né comprare”.

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May 16th

quando l'arte ci inganna

Sono or ora tornato dalla conferenza alla scuola di belle arti di Urbino dell'associazione 0100101110101101.org
Questi due artisti schizzoidi, stufi dell'arte riservata ai pochi acculturati che si sbattono per andare a vedere mostre e quant'altro, hanno pensato bene di inserire le loro opere nella vita di tutti i giorni. Specializzati nella net art, usando le tattiche dell'attivismo mediale (strategico utilizzo dei mezzi di comunicazione di massa) riescono a raggiungerci nella vita di tutti i giorni; "in che modo?" vi chiederete voi. Semplice: ingannadoci.
Un classico esempio è l'installazione che hanno fatto in Karlsplatz, una delle piazze storicamente più importanti di Vienna, montando un cubicolo con tanto di sponsor della Nike, facendo credere alla gente che da Gennaio 2004 la Karlsplatz avrebbe cambiato nome in Nikeplatz, facendo credere a tutto il mondo che la Nike avrebbe fatto certe cose per tutte le città più importanti del globo e integrando il tutto con l'aiuto dei mass media (è presente ancora on line il sito del fake project Nike Ground: www.nikeground.com).

Nel loro sito sono presenti tutte le loro opere, vi consiglio caldamente di dare un'occhiata. Per quel che mi riguarda queste due persone di nemmeno 30 anni (con adepti all'associazione in tutto il mondo) hanno decisamente vinto.

mah..

Mi spiace tornare a post pallosi,comunque..

Sono appena tornato da una mostra inaugurata proprio oggi in piazza Duomo, di fianco a Palazzo Reale.
Un mare di gente all'entrata, e non sto a descrivervi che tipo di gente , ma so che ci siamo capiti..

Un aperitivo con vino bianco e rosso (rigorosamente scroccato dal sottoscritto e da pochi altri,visto che non è trendy bere ciò che è gratis) apre la mostra.
Sarò il più breve possibile, comunque all'entrata si nota subito un pianoforte che si apre e si chiude a ritmo sbattendo ogni volta, producendo un maledetto rumore.
Continuo attraverso un lungo corridoio rigorosamente vuoto illuminato ad intermittenza, dove si alternano situazioni di estrema luce a buoio completo.
Scendo una scalinata e arrivo all'uscita.
La mostra si conclude con una video della durata di circa 1/2 minuti raffigurante la foto che vi posto sul link.


Spero che abbiate voglia di guardare il link,vi avevo scannerizzato la foto dalla brochure ritirata alla mostra ma
non penso si possano postare foto qui.

Non commento l'immagine che vedrete,logicamente sono molto molto scettico riguardo queste cose.
Sta di fatto che sono tornato a casa non turbato,non schifato e neanche afflitto, ma semplicemente sono tornato a casa PENSANDO.
Credo quindi che lo scopo dell'arte sia stato raggiundo,ovvero,a mio avviso, quello di fare riflettere ed emozionare le persone.

PS:mi spiace per il post un po lungo.
Saluti


link della foto:
http://www.martincreed.com/workno509.html


questo invece è il sito dell' artista http://www.martincreed.com/

Doppia Carrambata

Sono appena tornato da una cena durante la quale sono state riscontrate due carrambate...quelle storie stile carramba che sorpesa!Durante la serata infatti parlando del più e del meno cazzeggiando tra una birra e più pizze è venuto fuori che il sottoscritto proviene da pesaro,a quel punto un ragazzo presente alla cena dice:-ah io conosco delle ragazze di pesaro...più precisamente di S.Angelo in Lizzola....A quel punto gli ho detto :-ah ma le conosco di sicuro tanto sono in tre ad abitare li!lui dice:.una si chiama lucia(una che conosco ma non bene),l'altra si chiama gaia...e i cazzo ma la conosco!....beh poco dopo ,parlando di una carrambata che era successa a un altro ragazzo che era a cena li,esordendo :-io che sono di brindisi,una volta....e i subito :-ma io conosco un ragazzo di brindisi che si chiama diego ,e lui :-ma diego****? e io:-si cazzo è lui!!!!ma che stile ...quando si dice quanto è piccolo il mondo...
scusate per la scrittura ma non è che sia proprio sobrio....
May 9th

Ventottesimo anniversario

Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
nè il canto del gallo,
nè il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.

Peppino Impastato
May 8th

La cosa mi preoccupa abbastanza.

L'amore si trova in Rete

È del 20-30% l'incremento annuo di relazioni che si costituiscono da rapporti online
di Liborio Butera
Il futuro dell'amore è su Internet

Uno studio fatto dalla clinica psichiatrica dell'Università di Palermo afferma che: «È del 20-30% l'incremento annuo di relazioni che si costituiscono da rapporti online, usando chat, blog, newsgroup, siti per scaricare file, e la stima è che nel 2025 il 30% delle coppie occidentali sarà costituita da soggetti che hanno avuto il primo approccio in rete».

Lo dice il direttore, Daniele La Barbera durante l'XI congresso della Società Italiana di Psicopatologia in corso a Roma. I luoghi d'incontro sono ormai più che noti agli internauti, le chat, i newsgroup i siti peer to peer e non ultimi i blog, quest'ultimi considerati la vera e propria carta d'identità dell'autore. Da essi emergono idee, punti di vista, concetti, consigli, interiorità, paure etc. Insomma, in un certo senso sono più affidabili della semplice chat perché contengono nella loro impostazione una specie di anamnesi personale.

L'incremento degli approcci è anche dovuto alla facilità con la quale si può avere accesso a questi innovativi mezzi di comunicazione, negli ultimi anni la loro frequentazione è cresciuta in maniera esponenziale. Infatti, si chatta da casa, dall'ufficio, dagli internet point e da ovunque si ha a disposizione un PC con la relativa connessione a Internet. Ma cosa spinge a cercare l'anima gemella online? Probabilmente il fatto di nascondere la propria identità fisica e di confrontarsi con la vera interiorità dell'interlocutore. Lo spogliarsi completamente di quel corpo mercificato e sempre di più oggetto, per mostrarsi cosi come si è dentro, o più semplicemente la timidezza o la paura dell'aggressività dell'altro sesso. Non va neanche trascurato che il primo approccio "asettico" in rete è sicuramente meno doloroso di un rifiuto nella vita reale, questo forse dimostra che non si ha più la voglia di rischiare e di mettersi in gioco, cosa invece che era motivo di vanto dei cosiddetti "galli" degli anni ottanta, dunque stiamo assistendo alla scomparsa del "conquistadores"?

Forse quello della vita reale, ma basta farsi un giro nelle chat per incontrarne migliaia virtuali e con nick da spavento! Certamente le mie sono solo riflessioni e ipotesi, che forse però si avvicinano un po' a quella che è la realtà degli internautici, sarebbe interessante aprire un dibattito con i frequentatori "stabili" della rete.
May 3rd

Life is light

Vi posto il link di una mostra che si tiene in Triennale
in questo periodo che purtroppo è utile solo per i Milanesi.
Non l'ho ancora vista e non so dirvi com'è.
L'ingresso è gratuito.


http://www.triennale.it/index.php?idq=254