July 31st
Treno. 08:22
L'uomo seduto di fronte a me, o meglio, nel posto a destra dei due di fronte a me, (quindi non proprio davanti) sembra un giornalista, avrà 35 anni, gli occhiali scuri, barba non fatta, bocca a cuore, il labbro sopra è lievemente più sporgente dell'altro; è un po' stempiato, bell'uomo però. Carnagione olivastra, camicia bianca a maniche corte, o forse semplicemente arrotolate sopra al gomito, con un taschino sulla sinistra, sbottonati i primi due bottoni; porta una tracolla, nera, di pelle; ha delle mani carine, non fantastiche, ma carine; in compenso i piedi, nelle Birkenstock beige, sono curati, non troppo pelosi. Mi colpisce il suo braccialetto, che poi è coordinato con la collana, è argentato ed è come quello di piermi, con le spire(?) un po' più larghe. In effetti, assomiglia un po' a pmt, è affascinante. Ha "La Repubblica", l'ha letta prima, mentre aspettava il treno. Ora dorme, ogni tanto si sveglia, fa quella faccia crucciata del risveglio, aggrotta la fronte e gli compare una ruga, tra le sopracciglia. Si è svegliato, ha notato che cade acqua dal soffitto del treno, io sorriso, è rimasto un po' spiazzato, poi ha sorriso. Le orecchie sono proporzionate, i calzoni blu, arrivano sotto il ginocchio e hanno la culisse. Ha con se una bottiglietta d'acqua e una bustina di carta con qualcosa ciboso dentro, probabilmente comprate a Falconara. Era nello stesso mio treno da prima, non so dove sia salito, ma era con me, l'ho visto nel sottopassaggio, mentre si dirigeva nel binario 1, dove alle 8.06 avrebbe preso il treno per dove deve andare.
Il giornalista, che in realtà giornalista è stato per pochi mesi, sette, mi pare, scenderà a Roma Tiburtina, non ha 40 anni ed è di sinistra, nonchè contro il papa che gli sembra cattivo e nazista. Ho dovuto cambiare posto e sedermi di fianco a lui: l'acqua del "condizionatore" mi stava cadendo addosso.
Torno a casa alle cinque di mattina, non ho dormito molto, ma ho bisogno di dire certe cose.
Una di quelle cose che pensi nel letto, di notte, prima di addormentarti, e che poi non farai mai, e comunque di certo non domani. Dire quello a quella o andare là: prima di dormire è tutto così facile, poi ti svegli, e là è lontano e quella non ti guarda.
Insomma: è volontà - necessità - lo scrivere ora e non rimandare.
Perchè succedono cose e ti vien voglia di sapere perchè siamo tutti così sbagliati. E poi succedono altre cose e pensi come invece siamo tutti così giusti. E questa sera fa parte della seconda categoria.
Sono le sere - questa ma altre, tante - semplici, e di solite cose belle da vedere, avere. Bello e giusto che ci sia il fuoco, la carne, l'acqua, il cane, le grida, e così via. E' stasera, ma non solo. Chè il bello e giusto è per tanti. Bello e giusto che non si sa se vieni, però poi sì. Bello e giusto chi sa fare le domande, e a voce alta. Bello e giusto chi non si fa trovare, perchè sappiamo che da qualche parte starà vincendo comunque, perchè è uno che vince sempre. Bello e giusto che ci han cibato - indifferenti e scorbutici come sono. Bello e giusto che ci rimani male, e io sbaglio, ma basta parlare e si va più di prima. Bello e giusto sistemare un imbarazzo con i denti. Bello e giusto chi ha bisogno di fermezza, per sentirsi dire non qua ma lì. Bello e giusto chi si accorge di uno stupido momento, e ti pare che ostruiamo un'entrata. Bello e giusto tanti piccoli regali che sono quello che devono essere. Bello e giusto è chi democraticizza il gelato. Bello e giusto è quella che la vedo migliorante, e questo è molto più che bello e giusto. Bello e giusto è la Sara, e tutti lo sanno. Bello e giusto è che non ti dà soldi ma ti vuole ubriaco, con lui. Bello e giusto è andar via presto, per qualcun altro. Bello e giusto è chi non apre cose e promette che poi ne mangerà di meno, di carne. Bello e giusto son quei due che non ci sono, e giuro me ne spiace. Bello e giusto son la supplementare e la Playstation. Bello e giusto è segnar tacche col compagno di tacche, sennò che tacche sono. Bello e giusto è volere anche tu poi sbarcare a Catania. Bello e giusto è scrivermi la settima, di notte. Bello e giusto è chiamare gli americani per i fabbri. Bello e giusto è parlare con Federico, così. Bello e giusto è come ti saluta quand'è con la sua nuova lei. Bello e giusto è dire che è comoda una borsa così bella. Bello e giusto è dire no, ma ne ho mangiata solo una. Bello e giusto è essere ringraziati il giorno dopo, da te e la tua ragazza con cui non ho mai parlato. Bello e giusto è sorridere ogni volta che ti toccano i capelli. Bello e giusto è sentir parlare di sè e non scomporsi. Bello e giusto è essere odiosi - odiosa - fuori, ma per finta. Bello e giusto è essere commossi di fronte a una trentina di ritratti, e bello e giusto è capire da un amico che hai fatto una cazzata.
Ma bello e giusto è anche, secondo me, capire che le cose belle e giuste possono non essere piene o intensive, visibili o - soprattutto - evidentemente notate; che la stima è una gran cosa non capita.
E mi dispiaccio per la confusione e l'autoreferenzialità, ostacoli alla comprensione. Ma l'importante, credo, sia capirne l'atmosfera. Giusto per cambiare un po' l'aria.
Bello e giusto ora è - soprattutto - dormire.
Notte a tutti.
July 29th
LA SPEZIA.Trattoria Negrao.
Mangio una zuppa insieme al famoso tecnico del suono Andrea Pesce che è pure uno scrittore di storie rosa su un quindicinale di cruciverba imitazione della settimana enigmistica.
La padrona del locale mi dice che non è una zuppa, ma la mesciua.Significa mescolata.Una volta le donne andavano al porto,raccoglievano quello che rimaneva in fondo ai sacchi di legumi e mettevano a bollire.Lei fa ancora così.Oggi nel piatto ci sono i cannellini, ma domani potrebbero esserci i borlotti, dice "E' un miscuglio che si fa un po a caso.Non è una zuppa di quelle che stanno scritte sui libri di cucina, che ci devi mettere quello che dicono loro.E' mesciua."E penso che nel nome stesso di questo piatto sia il suo vero senso.Mesciua non è solo un insieme di ingredienti con un sapore, ma è una donna che va al porto e cerca nel fondo di un sacco.E' la strada che fa per tornare a casa.E' la storia che puo raccontare, il dialetto che usa per farlo.Non c'entra se è buona o cattiva, non c'entrano i cuochi.Questo piatto è il mondo che le sta intorno,magari potrà diventare anche piu buona, ma non sarà piu mesciua.Diventerà una zuppa qualsiasi.
Penso che certi oggetti scadono,e non perchè non sono piu commestibili o utili, ma perche forse si scollano dalla propria storia.Poi noi cerchiamo di recuperarli,di non perdere le tradizioni,ma forse sarebbe meglio abituarci alla loro fine.Non per rassegnazione, ma per rispetto.
Quando ci sforziamo di farli sopravvivere rischiamo di creare dei mostri.Mostri affascinanti,ma finti come i gladiatori che oggi stanno a Roma vicino al colosseo.Sono un po buffi, un po tristi, con la spada di plastica e i calzettoni della nike sotto i sandali.Niente deve essere eterno, tutto ha una scadenza.
Un po come la Befana che appena cresci ti raccontano che era tutta una grande invenzione.
di Ascanio Celestini
July 23rd
Regolamento interno per i lavoratori dipendenti dell'azienda XXXXXX di XXXXXX:
1)I dipendenti sono pregati di timbrare il cartellino di entrata 5 minuti prima dell'orario prestabilito, per poter esattamente essere alle ore 08:30 nelle rispettive postazioni e per poter quindi cominciare a lavorare.
Si richiede quindi obbligatoriamente di timbrare il cartellino entro e non oltre le 08:25
2)I dipendenti dell'azienda sono pregati di timbrare il cartellino di uscita, 5 minuti dopo l'orario di fine giornata, in modo tale da poter esattamente terminare il loro lavoro all'orario prestabilito dalla suddetta azienda.
3)Si avvisano i signori dipendenti che:
*dopo numero 3 di ritardi in entrata o in uscita,
riportati nell'arco di un mese, la presente azienda sarà
costretta a richiamare il dipendente con una lettera
raccomandata speditagli in residenza, dove
verranno descritti i vari ritardi del mese.
*Dopo numero 3 di lettere nell'arco di un anno, l'azienda,
come da regolamento, sarà costretta a richiedere un
eventuale licenziamento del dipendente.
4)I dipendenti noteranno che, dopo qualche minuto , la luce della Toilette si spegnerà automaticamente in quanto regolata da un timer.
Si pregano quindi i lavoratori di non soffermarsi troppo nelle Toilette e di tornare il più presto possibile alle rispettive postazioni di lavoro.
5)Si pregano i dipendenti di recarsi alle macchinette automatiche installate nella hall principale solo ed esclusivamente 2 volte al giorno,una nella mattinata e una nel pomeriggio.
L'azienda XXXXXXXX vi augura buon lavoro.